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FIMMG LAZIO DICHIARAZIONE INTERSINDACALI BASTA CON IL DIALOGO E FERMA CONDANNA ALLA REGIONE

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Si interrompe il dialogo tra la Direzione Regionale Salute e le organizzazioni sindacali della medicina generale del Lazio. FIMMG, SMI, SNAMI, Federazione Medici del Territorio e CISL Medici contestano le nuove indicazioni emanate dalla UOC farmaci, che obbligano le Commissioni per l’appropriatezza prescrittiva a esaminare ogni mese i profili prescrittivi dei medici, chiedendo eventuali giustificazioni in caso di presunte anomalie.

Secondo i sindacati, si tratta di un sistema di controllo con caratteristiche ispettive che rischia di compromettere il rapporto di fiducia tra medico e paziente. “È un provvedimento unilaterale che lede la dignità professionale e condiziona l’attività clinica”, affermano le sigle, evidenziando come tali misure possano limitare la libertà prescrittiva anche quando vengono rispettati i criteri di appropriatezza.

Le critiche riguardano anche una precedente comunicazione regionale del 15 gennaio, che ha impedito l’inserimento dei medici cessati nelle Unità di Cure Primarie, aggravando – a loro avviso – le difficoltà organizzative e assistenziali sul territorio.

Per queste ragioni, l’intersindacale dei medici di famiglia ha annunciato una linea dura contro il provvedimento del 26 marzo relativo al monitoraggio della farmaceutica convenzionata, ritenuto ingiustificato e dannoso per l’autonomia professionale. Di fronte a quella che viene definita una totale chiusura al confronto, è stato proclamato lo stato di mobilitazione, con il ritiro immediato di tutte le delegazioni sindacali da ogni sede istituzionale.

La decisione è netta: i rappresentanti dei medici non prenderanno parte nemmeno all’incontro già fissato per il 1° aprile con la Direzione Regionale Salute. La posizione resta ferma: il dialogo potrà riprendere solo dopo il ritiro del provvedimento. Solo in queste condizioni, spiegano le organizzazioni, sarà possibile riaprire un confronto autentico e costruttivo, nel rispetto del ruolo e dell’autonomia della medicina generale.

La questione è stata inoltre portata all’attenzione degli Ordini dei medici per eventuali valutazioni di carattere deontologico. Le organizzazioni sindacali ribadiscono comunque la disponibilità a riprendere il confronto, ma esclusivamente dopo il ritiro delle misure ritenute vessatorie e la riattivazione di un dialogo reale, fondato sulla collaborazione e sul rispetto della professionalità.

DI SEGUITO IL TESTO

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