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Aumento delle vaccinazioni

Vaccini, Italia in rimonta ma metà regioni sotto la soglia

giovedì 26 aprile 2018 13.45 – Notizie

Migliora in tutta Italia la copertura vaccinale. La maggior parte delle regioni, 11 su 21, raggiunge l’obiettivo di immunizzare almeno il 95% dei nuovi nati con il vaccino esavalente, ovvero quello che protegge contro malattie gravissime come polio, difterite e tetano. Ma la copertura a livello nazionale resta leggermente al di sotto di questa soglia. Crescono complessivamente ancora di più le vaccinazioni contro il morbillo, di oltre il 4%, ma solo una regione, il Lazio, supera il 95% di bimbi immunizzati. «Il bilancio è ottimo. Posso dire che la stragrande maggioranza dei genitori ha capito il rischio a cui sono esposti loro e i loro figli». Ma «non abbiamo risolto. Avremo risolto quando non ci saranno più morti per malattie prevenibili da vaccino e le epidemie saranno scomparse», commenta il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Accolto da plausi e contestazioni, il decreto approvato a luglio 2017 ha aumentato il numero delle vaccinazioni obbligatorie da 4 a 10 legandoli alla possibilità di frequentare la scuola. Il risultato, secondo i dati aggiornati a dicembre 2017, e quindi relativi ai primi 6 mesi dopo l’entrata in vigore, è «un sensibile aumento per tutti i vaccini», sia per quelli obbligatori che non. In particolare la copertura contro la polio è aumentata del +1,21% rispetto al 2016 e si attesta al 94,5% a livello nazionale. Ma la metà delle regioni resta sotto la soglia di sicurezza del 95% di immunizzati, ovvero la soglia minima per proteggere dalla malattia anche chi il vaccino non può farlo per motivi di salute o di età. A trainare verso il basso sono aree tradizionalmente ‘scettichè come Bolzano, ma anche Friuli Venezia Giulia e Sicilia. Come conseguenza delle inadeguate coperture vaccinali nei confronti del morbillo, nel corso del 2017 il nostro Paese è stato interessato da una estesa epidemia di questa malattia esantematica, che può causare complicanze gravissime. Il 2017, ha sottolineato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Walter Ricciardi, «è stato un anno choc per il morbillo», con «5.000 casi di morbillo, di cui 300 tra operatori sanitari, e 4 decessi», ma «grazie alla legge sull’obbligatorietà l’Italia è uscita da un posto infame nella classifica globale per numero di vaccinazioni». Secondo i nuovi dati, la prima dose di vaccino contro il morbillo vede una crescita delle coperture del 4,42% rispetto all’anno precedente, una sola regione che supera il 95%, il Lazio, e altre due che vi si avvicinano, ovvero Piemonte e Umbria, con rispettivamente il 94,7% e 94,5. Trainate dal generale aumento delle vaccinazioni obbligatorie, crescono a livello nazionale anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come quella contro lo pneumococco e il meningococco C, con rispettivamente +2 e +2,5% circa. «Stiamo arrivando», ha proseguito il ministro, «verso l’obiettivo della legge», ovvero il 95% di coperture da 0 a 6 anni, ma «questo non significa che dobbiamo rilassarci perché l’aumento della vaccinazione va estesa ad altre fasce di età critiche, come adolescenti e anziani».
di Livia Parisi – Fonte Ansa

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