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Caro Presidente

1 dicembre 2019

Caro Presidente, la diagnostica di primo livello negli studi medici di medicina generale è argomento importante e merita riflessioni  approfondite, per questo Ti sarò grato se vorrai raccogliere opinioni  e pareri dei colleghi generando una riflessione partecipata.

Latina ha contribuito e non poco alla decisione di dar vita ad una nuova fase in cui la diagnostica, fino ad ora addirittura proibita all’interno del setting della medicina generale,  vi entrasse come opportunità professionale. L’occasione è stata la gestione del pdta della bpco dove i medici dei distretti 1 e 5 hanno potuto effettuare le spirometrie sui propri pazienti : i risultati prodotti in termini di fattibilità  e affidabilità , insieme alle esperienze di altre regioni hanno fatto convinto i vertici  della Fimmg che si potesse percorrere questa strada, il ministro ha raccolto questa istanza, vedremo se alla fine del percorso di approvazione della legge di bilancio il finanziamento sarà  mantenuto, ma, senza dubbio, è  un importante  segnale della politica verso la categoria. 
Personalmente ritengo che la questione va contenuta all’interno delle prestazioni previste per i Pdta, per i pazienti a bassa complessità assistenziale, completamente a carico dei mmg.
Non si tratta quindi di formare una sorta di piccoli specialisti,  ma, piuttosto , di aumentare le competenze dei mmg nella presa in carico dei pazienti cronici, dove alcuni esami strumentali  ECG, SPIROMETRIA, FUNDUS, servono per valutare la stabilità del quadro clinico, in caso contrario il pz va inviato allo specialista. Analogamente la visita ecoassistita consentirà al sistema delle cure primarie di selezionare i pazienti da trattenere e curare nel territorio rispetto a quelli da affidare al sistema dell’urgenza . 
L’obiettivo dichiarato è  quello di annullare le liste di attesa per i pazienti cronici,  attraverso una presa in carico dove il mmg, riprendendosi il suo ruolo clinica, attraverso la formulazione di un PAI determina i bisogni di salute dei propri pazienti,  prenota le prestazioni che in parte fornirà  come sistema di cure primarie, in parte verranno  fornite dai sistemi Aziendali, appuntamenti per i cronici non più gestiti dai Cup. L’altro obiettivo  è  di ridurre il numero degli accessi ai PS e dei ricoveri impropri.
È  evidente che tutto si basa sulla formazione dei colleghi, sull’integrazione informatica, sulla creazione delle reti ospedale territorio per le patologie croniche, un processo difficile e lungo, questo non è  che il primo passo, ma, finalmente, ci proviamo.
Giovanni  Cirilli, 
mmg, segretario generale Fimmg Lazio. 
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