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FIMMG: ATTENZIONE IL MMG NON È TENUTO A DICHIATATE CHI È L’ESECUTORE DEI TN PER LA RICERCA DEL VIRUS SARS-COV2

Prot. GC/2122
On. Alessio D’Amato
Assessore alla Sanità Regione Lazio ass.sanita@regione.lazio.it
Dott. Renato Botti
Direttore generale Sanità Regione Lazio salute@regione.lazio.legalmail.it
On. Nicola Zingaretti
Presidente Regione Lazio presidente@regione.lazio.i

Prot. GC/2122
On. Alessio D’Amato
Assessore alla Sanità Regione Lazio ass.sanita@regione.lazio.it
Dott. Renato Botti
Direttore generale Sanità Regione Lazio salute@regione.lazio.legalmail.it
On. Nicola Zingaretti
Presidente Regione Lazio presidente@regione.lazio.it

 

Roma, 11/12/2020

Oggetto: circolare 1655-REG-1607532946947
In merito alla Vs. circolare 1655-REG-1607532946947 “Inserimento dei MMG e PLS nella rete regionale di sorveglianza epidemiologica per SARS-CoV-2 – Indicazioni.”

 

La scrivente O.S. FIMMG Lazio sottolinea che:
Le informazioni che sono state richieste dal Ministero della Salute con il parere del garante prevedono per la registrazione dell’esito dei tamponi antigenici i soli dati definiti dalle normativa attuativa dell’articolo 19 del DL 137/2020, ovvero Codice fiscale dell’assistito, data di esecuzione, risultato del test. Nel Decreto è prevista la piattaforma nazionale messa a disposizione dal sistema TS per le finalità previste dalla normativa citata. Nell’ accordo ACN e AIR per questa esigenza non vengono citati ulteriori dati da trattare.
Pertanto in attesa della attivazione della modalità di cooperazione applicativa da parte regionale i medici registrano sulla piattaforma SOGEI-TS secondo normativa vigente, in alcun modo sono tenuti a comunicare alla ASL l’eventuale sostituto essendo questo un aspetto normato nel Decreto citato prevedendo l’inserimento del sostituto nella piattaforma SOGEI-TS che quindi è gia ampiamente abilitato dallo Stato e non necessita di altra abilitazione. In nessuna parte del Decreto è previsto che si debba enunciare la sede di esecuzione del test.
Per quanto riguarda la segnalazione di caso la circolare 1997 del 22 01 2020 identificava tale obbligo d’uso della scheda a carico delle strutture sanitarie, in particolare ospedaliere che ricoverino casi sospetti, ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale. Il Medico di Medicina generale è tenuto, come peraltro ogni altro medico che osservi un potenziale caso di morbo infettivo, a segnalare al Dipartimento di prevenzione i dati anagrafici dell’assistito, la data inizio dei sintomi e il luogo di insorgenza. Sarà il Dipartimento di prevenzione a compilare la scheda di notifica da Voi citata, come già ampiamente rappresentatovi in più occasioni, mentre il risultato positivo viene in base al Decreto sopracitato trasmesso dalla piattaforma SOGEI-TS direttamente ai relativi Dipartimenti di Prevenzione in modo automatico.
In merito ai casi “sporadici” di medici che “rifiutano” di rilasciare certificato di fine quarantena, se sono “sporadici” non meritano tanta visibilità, basterebbe contattarli e chiedere cosa è successo, ci sarebbe piaciuto vedere tale premura di segnalazione rispettosa nell’evitare disagi ai cittadini anche in merito ai certificati di malattia non emessi dagli ospedali nonostante una legislazione ormai decennale o alle migliaia di mail spedite ai SISP dai MMG senza mai riscontri, eccetto qualche “sporadico” caso. Due pesi e due misure?

Infine una considerazione, la medicina generale è formata da liberi professionisti
convenzionati con il SSN, non è possibile da parte del funzionariato regionale e aziendale inviare una circolare al giorno e pretendere l’immediata esecuzione da parte dei MMG, i quali hanno come riferimento gli accordi nazionali, quelli regionali e infine quelli aziendali, tutto quello che non è contenuto all’interno di tali strumenti normativi è valido per la categoria solo se sottoposto all’approvazione dei comitati regionali e aziendali per la medicina generale e per la pediatria.
Chiediamo pertanto di ripristinare immediatamente un corretto metodo di confronto, ritirando le disposizioni non oggetto di contrattazione. In caso contrario saremmo costretti ad interpretare questo atteggiamento come un chiaro segnale di chiusura verso una categoria che viceversa ha sempre risposto in modo convincente alle sfide poste dall’epidemia COVID-19 e che ha contribuito in maniera determinante a contenerla nella regione Lazio.

Segretario Generale Regionale FIMMG Lazio
Dott. Giovanni Cirilli
FIMMG LAZIO Federazione Italiana Medici di Famiglia

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