SEGNALAZIONE URGENTE SULLE GRAVI CRITICITÀ DELLA PIATTAFORMA SIATeSS con la conseguente richiesta di messa in atto di sollecite procedure per garantire la continuità delle cure domiciliari a tutela dei cittadini e dei medici di medicina generale richiedenti prestazioni News by staff - 6 Luglio 2026 FIMMG di Latina intende rappresentare la situazione di grave criticità determinatasi a seguito dell’introduzione della piattaforma regionale SIATeSS per l’attivazione e la gestione delle cure domiciliari e conseguentemente fornire un proprio contributo. Le segnalazioni raccolte dai Medici di Medicina Generale e dagli operatori dei servizi territoriali evidenziano problematiche che non possono essere ricondotte alle normali difficoltà iniziali connesse all’avvio di un nuovo applicativo. Si è, al contrario, in presenza di malfunzionamenti tecnici, incongruenze procedurali e disfunzioni organizzative che stanno ostacolando la regolare trasmissione e lavorazione delle richieste, con conseguenze dirette sulla continuità assistenziale dei pazienti fragili, non trasportabili e affetti da patologie complesse. Mancata previsione di una reale fase transitoria Il precedente sistema è stato sostanzialmente dismesso senza che fosse assicurato un adeguato periodo di affiancamento con la nuova piattaforma e senza che fosse stata preventivamente verificata la piena operatività dell’intero percorso, dalla trasmissione della richiesta da parte del medico fino alla concreta presain carico del paziente. La decisione di interrompere il precedente canale prima che SIATeSS fosse stabilmente funzionante ha determinato un vuoto operativo prevedibile ed evitabile. Il mantenimento temporaneo del precedente sistema avrebbe consentito di garantire la continuità del servizio durante la fase di migrazione e, nello stesso tempo, di individuare e correggere le criticità tecniche e procedurali della nuova piattaforma. La mancata adozione di una fase transitoria ha invece trasferito sui pazienti, sui loro familiari, sui Medici di Medicina Generale e sugli operatori territoriali le conseguenze di una transizione non adeguatamente pianificata. Tale scelta appare tanto più grave in quanto riguarda un settore assistenziale rivolto prevalentemente a persone fragili, allettate, non trasportabili o affette da patologie per le quali la tempestività delle prestazioni rappresenta un elemento essenziale della cura. Criticità tecniche e procedurali verificate rallentamenti, blocchi ed errori durante l’accesso, la compilazione, il salvataggio e l’inoltro delle pratiche; tempi di compilazione incompatibili con l’ordinaria attività professionale del medico necessità di aprire una nuova pratica e reinserire pressoché integralmente i dati del medesimo assistito per ogni successiva richiesta; mancato recupero della storia assistenziale e delle informazioni già precedentemente censite; difficoltà nella gestione dei rinnovi, delle prestazioni periodiche e dei piani assistenziali già in corso; richieste che risultano formalmente trasmesse dal medico, ma non ancora visibili, complete o concretamente lavorabili dagli operatori della COT o del CAD; necessità di successive e ripetute integrazioni telefoniche o mediante posta elettronica; assenza di una procedura alternativa formalmente definita nei casi di indisponibilità del portale; accesso esclusivo con lo SPID, in assenza di una possibilità di autenticazione alternativa di altro MMG come ad esempio un sostituto; insufficienza dei canali di assistenza tecnica e mancanza di tempi certi di risoluzione; incertezza circa le prestazioni da inserire sulla piattaforma e quelle da avviare mediante percorsi differenti; impossibilità per il medico di intervenire direttamente sulla pratica una volta effettuato l’inoltro, anche qualora emergano errori, omissioni o problemi nella trasmissione dei dati. Lo stato di “richiesta trasmessa alla Centrale” attesta esclusivamente il completamento dell’invio da parte del medico, ma non garantisce l’avvenuta presa in carico del paziente, la completezza delle informazioni ricevute, l’assegnazione al servizio competente o la programmazione della prestazione. Si è così determinata una situazione nella quale il medico può aver correttamente eseguito tutti i passaggi messi a sua disposizione senza che ciò comporti necessariamente l’attivazione effettiva dell’assistenza. Rischio concreto per i pazienti fragili Le conseguenze delle criticità descritte non sono meramente amministrative. Le richieste di assistenza domiciliare riguardano frequentemente pazienti oncologici, allettati, non trasportabili, portatori di dispositivi medici o affetti da patologie croniche e complesse, per i quali devono essere garantite prestazioni potenzialmente salvavita o comunque clinicamente non differibili. trasfusioni domiciliari; nutrizione parenterale; terapie infusive; monitoraggio dell’INR nei pazienti sottoposti a terapia anticoagulante; emocromi e altri controlli ematochimici indispensabili per la prosecuzione delle terapie antitumorali; gestione di accessi venosi centrali e PICC; medicazioni avanzate e trattamento di lesioni complesse; gestione di sistemi a pressione negativa; sostituzione e gestione di cateteri; gestione di stomie, PEG e altri dispositivi; assistenza infermieristica continuativa; cure palliative; riabilitazione domiciliare; prosecuzione di piani assistenziali già avviati. Il ritardo o la mancata attivazione di tali prestazioni può determinare interruzioni terapeutiche, rinvio di trattamenti, aggravamento delle condizioni cliniche, accessi impropri ai servizi di emergenza e ricorso forzato a prestazioni private. La continuità assistenziale dei pazienti più vulnerabili non può essere subordinata alla capacità del singolo medico di superare, mediante ripetuti tentativi, telefonate, solleciti e comunicazioni informali, le carenze di un sistema organizzativo e informatico. Duplicazione di dati già disponibili L’attuale configurazione di SIATeSS costringe il medico a reinserire ripetutamente informazioni anagrafiche, cliniche, funzionali e sociosanitarie già conosciute dal Servizio sanitario e, in molti casi, già presenti nei sistemi regionali, aziendali o nei precedenti percorsi assistenziali. Una piattaforma destinata alla gestione dell’assistenza territoriale dovrebbe essere strutturata secondo effettivi criteri di interoperabilità con: l’Anagrafe sanitaria regionale; il Fascicolo Sanitario Elettronico; i sistemi informativi aziendali; la documentazione delle precedenti prese in carico; i piani assistenziali già attivi o conclusi. Nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, dei profili autorizzativi e delle regole di accesso, le informazioni già disponibili dovrebbero essere automaticamente richiamate e rese utilizzabili dagli operatori legittimati. Non può essere demandata al Medico di Medicina Generale la continua e manuale ricostruzione di informazioni già detenute dal Servizio sanitario, né può essergli richiesto di ricompilare integralmente il quadro del medesimo assistito per ogni singola prestazione. Tale impostazione non migliora la qualità del dato, ma produce duplicazioni, possibilità di errore, perdita di tempo clinico e frammentazione delle informazioni. Aggravio improprio a carico dei Medici di Medicina Generale L’attuale procedura determina un aggravio amministrativo non sostenibile, costringendo i medici a: reinserire ripetutamente dati già disponibili; reiterare i tentativi di accesso e inoltro; conservare screenshot e documentazione degli errori; contattare separatamente COT, CAD e assistenza tecnica; integrare tramite e-mail o telefono le informazioni già inserite; verificare personalmente ogni passaggio successivo alla trasmissione; gestire le comprensibili proteste dei pazienti e dei familiari; supplire alle carenze informative e organizzative della piattaforma. Tali attività sottraggono tempo alla valutazione clinica e alla cura diretta degli assistiti. Il Medico di Medicina Generale non può essere trasformato nel garante finale del funzionamento di un procedimento informatico e amministrativo sul quale non esercita alcun potere organizzativo, gestionale o tecnico. Parimenti, non appare appropriato che gli operatori del CAD siano costretti a integrare o ricostruire informazioni di natura strettamente medica che avrebbero dovuto essere correttamente acquisite e trasferite dalla piattaforma. Tutela della responsabilità professionale La responsabilità del Medico di Medicina Generale deve ritenersi circoscritta: alla valutazione clinica del bisogno assistenziale; alla corretta formulazione della richiesta; all’indicazione della priorità clinica; alla trasmissione mediante gli strumenti concretamente resi disponibili; alla segnalazione documentata dell’eventuale impossibilità tecnica di procedere. Una volta documentato l’avvenuto inoltro, ovvero il tentativo di inoltro impedito da un malfunzionamento tecnico, non potranno essere attribuiti al medico: il mancato trasferimento della pratica tra SIATeSS, COT e CAD; la mancata visualizzazione da parte degli operatori; il ritardo nella validazione o nella lavorazione; la mancata assegnazione al soggetto erogatore; la mancata programmazione dell’intervento; l’indisponibilità della piattaforma; l’assenza di una procedura alternativa predisposta dall’Azienda; le conseguenze derivanti da disfunzioni organizzative o informatiche successive all’invio. Si ritiene necessario che la Dirigenza Aziendale chiarisca formalmente il momento nel quale l’adempimento del medico deve considerarsi completato e la responsabilità della successiva gestione trasferita ai servizi aziendali competenti. Necessità di una procedura sussidiaria mediante PEC o posta istituzionale Nelle more della piena risoluzione delle criticità, non può essere imposto ai medici di reiterare indefinitamente tentativi di utilizzo di un sistema non funzionante ed efficace, né possono essere lasciati privi di un canale alternativo per le prestazioni non differibili o già in corso. Si chiede pertanto che vengano con sollecitudine individuati e comunicati: un indirizzo PEC aziendale dedicato; un indirizzo di posta elettronica istituzionale; un recapito telefonico effettivamente operativo; il servizio responsabile della ricezione, della protocollazione e della successiva lavorazione. Tali canali dovranno poter essere utilizzati: quando SIATeSS risulti indisponibile o restituisca un errore impeditivo; quando una pratica, pur regolarmente trasmessa, non risulti lavorabile dai servizi; quando vi sia il rischio di interruzione di una prestazione già in corso; quando la necessità assistenziale sia clinicamente non procastinabile o non differibile. L’invio mediante PEC o posta istituzionale, corredato dalla documentazione clinica e, quando disponibile, dalla prova del malfunzionamento della piattaforma, dovrà essere riconosciuto formalmente quale tempestivo adempimento da parte del medico, ferma restando l’eventuale successiva regolarizzazione informatica. Fino alla definizione di tale procedura, i medici continueranno a utilizzare SIATeSS quando concretamente possibile e, nei casi di malfunzionamento, urgenza o mancata lavorazione, provvederanno a trasmettere contestualmente ed in via sussidiaria la richiesta ai recapiti istituzionali disponibili, al solo fine di tutelare la salute degli assistiti e documentare tempestivamente il bisogno assistenziale. Tale modalità non costituisce rifiuto di utilizzo della piattaforma, ma una necessaria misura prudenziale volta ad assicurare la continuità delle cure. Richieste urgenti il temporaneo ripristino del precedente sistema o, in alternativa, l’attivazione di un effettivo periodo di affiancamento fino alla piena stabilizzazione di SIATeSS; l’immediata istituzione di un canale sussidiario ufficiale mediante PEC o posta elettronica istituzionale per le richieste non trasmissibili o non lavorabili sulla piattaforma; il riconoscimento formale dell’invio di comunicazione sussidiaria quale valido adempimento del medico nei casi di malfunzionamento documentato; l’obbligo per la COT o il CAD destinatari di acquisire il documento, attribuire un numero identificativo, confermare la ricezione e procedere alla lavorazione senza richiedere al medico la duplicazione dei dati già trasmessi; la successiva regolarizzazione della pratica all’interno di SIATeSS a cura dei servizi aziendali competenti; l’emanazione di una procedura aziendale unica, scritta e vincolante per tutti i distretti, che definisca le prestazioni da inserire su SIATeSS, quelle da attivare mediante percorsi differenti, la gestione delle richieste non differibili, la gestione dei rinnovi e dei piani già attivi, nonché le modalità di comunicazione tra MMG, COT e CAD la precompilazione e il recupero automatico dei dati già disponibili nei sistemi regionali e aziendali, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali il recupero della memoria storica delle richieste e dei piani assistenziali precedenti; l’introduzione di una ricevuta di effettiva presa in carico, distinta dalla semplice attestazione di avvenuta trasmissione; l’individuazione delle responsabilità e dei tempi massimi relativi a ciascuna fase del procedimento; la predisposizione di un percorso prioritario per le prestazioni non differibili e per la prosecuzione delle terapie già in corso; il potenziamento dell’assistenza tecnica, con recapiti certi, tempi definiti di risposta e tracciabilità delle segnalazioni; l’adozione di una comunicazione aziendale che escluda espressamente la responsabilità dei Medici di Medicina Generale per ritardi od omissioni verificatisi dopo il corretto inoltro o in conseguenza dell’indisponibilità del sistema; La disponibilità della categoria alla collaborazione resta piena, ma non può essere accettabile alcun aggravio di carichi di lavoro e possibile coinvolgimento in responsabilità medico-legali derivanti da scelte organizzative regionali/aziendali Latina 04/07/2026 Il Segretario provinciale FIMMG Latina Dott. Erasmo Di Macco Questo documentoe è stato elaborato congiuntamente con il dott. Daniele Di Caterino ed il dott. Luca Zampieri verso i quali va il nostro ringraziamento per il contributo fornito Share on: WhatsAppCondividi